FISCHI PER FIASCHI
di Aldo Pirone

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Ieri i giornali riportavano con una certa enfasi, chi più chi meno, i primi decreti firmati da Trump presidente. Uno di questi riguardava il TPP, cioè il trattato commerciale transpacifico fra Stati Uniti e una serie di paesi del sud est asiatico, esclusa la Cina, da cui “The Donald” ha deciso di ritirarsi. Un progetto obamiano contestato anche dal democratico Bernie Sanders e verso cui la stessa Hillary Clinton aveva, durante la sua campagna elettorale, cominciato a prendere le distanze. Il trattato per la verità sebbene avesse in sé clausole tese alla salvaguardia anche dei lavoratori con l’obbligo, per esempio, per i paesi contraenti di non vietare la sindacalizzazione dei lavoratori dei loro paesi, aveva comunque un segno prevalentemente neoliberista. La cosa che fa pensare, però, che dei tre decreti firmati da Trump, solo questo abbia attirato l’attenzione e l’approvazione di un fronte trasversale di politici italiani alcuni dei quali hanno pure confuso nei loro twitter di consenso il TPP con il TTIP che era un trattato dello stesso tipo fra Usa, Canada ed Europa affondato l’anno scorso da quest’ultima dopo molte contestazioni da parte di numerose organizzazioni ambientaliste e politiche.

Gli altri due decreti sono stati la reintroduzione del bando all’erogazione di fondi federali alle ong internazionali che praticano aborti o forniscono informazioni a riguardo e il blocco delle assunzioni del governo federale. L’altro giorno aveva firmato i primi provvedimenti per dismettere la riforma sanitaria, l’obamacare in favore dei meno abbienti, del Presidente Obama. Inoltre, dice un dispaccio dell’Ansa di ieri, il fulvo Donald “nel suo primo incontro alla Casa Bianca con i leader del business” ha promesso “di tagliare del 75% il quadro regolatorio e una riduzione delle tasse per la middle class e per le società dall’attuale 35% al 15%-25%”.

Insomma un mix di provvedimenti e d’intenzioni il cui segno è chiaramente di destra, del tutto ovvio per un governo fatto da miliardari e militari. E quindi, per chi è di sinistra in Italia, ma anche in America e nel mondo, non c’è niente di cui rallegrarsi. L’affondamento del TPP non può essere scambiato nemmeno per la classica rondine che non fa primavera. Come non lo fu, per esempio, la bonifica delle paludi pontine in Italia durante il fascismo o l’eliminazione di 6 milioni di disoccupati i Germania messi da Hitler a far cannoni per la guerra durante il nazismo.

Fra i politici italiani illuminati dal trumpismo, c’è pure Grillo che al francese “Journal du Dimanche”, ha parlato di Trump e di Putin come di statisti forti, definiti “un beneficio per l’umanità”. Poi ha corretto dicendo che era stato “tradotto male”. Ma dando di essi, comunque, un giudizio lusinghiero. Nel vuoto pneumatico creato dai partiti, è il fascino dell’“uomo forte” che ritorna a solleticare gli italiani, come dimostra l’inquietante sondaggio di Ilvo Diamanti oggi su “la Repubblica”.

Il Papa, invece, in un’intervista allo spagnolo “El Pais”, riportata domenica scorsa su “la Repubblica”, si limita, diplomaticamente, a dire che prima di giudicare Trump “Vedremo quello che fa e allora valuteremo. Sempre le cose concrete. Il cristianesimo, o è concreto o non è cristianesimo”. Ma poi mette profeticamente in guardia: “Le crisi provocano delle paure, delle allerte. Per me, l’esempio più tipico dei populismi europei è quello tedesco del ’33. Dopo Hindenburg, la crisi del ’30, la Germania è in frantumi, cerca di rialzarsi, cerca la sua identità, cerca un leader, qualcuno che gli ridia la sua identità e c’è un ragazzetto di nome Adolf Hitler che dice ‘io posso, io posso’. E tutta la Germania vota Hitler. Hitler non rubò il potere, fu votato dal suo popolo, e poi distrusse il suo popolo. Questo è il pericolo. In tempi di crisi, non funziona il discernimento e per me rappresenta un punto di riferimento continuo. Cerchiamo un salvatore che ci restituisca la nostra identità, difendiamoci con muri, con fili spinati, con qualsiasi cosa dagli altri popoli che possono toglierci la nostra identità. E questo è molto grave”.

Appunto il discernimento, come invoca Bergoglio; che consiglierebbe, sui provvedimenti di Trump, quelli già presi e quelli annunciati, che è meglio riflettere prima di prendere fischi per fiaschi. Soprattutto a chi è di sinistra.

 

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